Il cervello mistico


Perso nel timore reverenziale per la bellezza intorno a me,

devo essere scivolato in uno stato di intensa consapevolezza ...

Mi è sembrato, mentre lottavo per ricordare l'esperienza,

che il Sé era completamente assente:

io, la terra e gli alberi e l'aria, sembrava fondersi,

diventare una cosa sola con il potere spirituale della vita stessa ...

—Jane Goodall, Reason for Hope



Si pensa che le esperienze mistiche siano incontri con verità o poteri maggiori, che non appartengono alla sfera cosciente. E a seconda di come ognuno di noi interpreta in modo univoco questo concetto enigmatico, le esperienze mistiche possono assumere molte forme trascendendo i soliti confini della realtà.

"Le esperienze mistiche sono eventi che possono sconvolgere il nostro mondo in un solo momento", sostiene il celebre Andrew Newberg, medico, neuroteologo e direttore della ricerca presso il Marcus Institute of Integrative Health dell' Università di Pennsylvania.

Newberg afferma che queste esperienze hanno la capacità di farci vedere le proprietà fisiche del mondo che ci circonda in un modo molto più vivido e intenso, quasi come se i nostri sensi improvvisamente si amplificassero. Ed oggi sempre più sono le neuroscienze a darne conferma.


Nel 2006, i ricercatori dell'Università di Montreal hanno condotto uno degli studi più importanti nel settore. Nello studio, a 15 suore carmelitane, di età compresa tra 23 e 64 anni, è stato chiesto di rivivere il momento di più forte coinvolgimento spirituale della loro vita mentre l'imaging a risonanza magnetica funzionale (fMRI) scannerizzava il loro cervello. Il team di ricerca ha concluso che le strutture cerebrali come il tronco encefalico o il lobo parietale si attivavano o disattivavano ogni volta le suore erano immerse in sentimenti di estasi.

Da allora, forme sofisticate di risonanza magnetica e tecniche di neuroimaging più avanzate, come la tomografia computerizzata a emissione di singoli fotoni (SPECT) o la tractografia, hanno fatto luce nelle pieghe sottili del cervello durante le esperienze trascendentali. I neuroscienziati oggi sono in grado di comprendere non solo quali parti del cervello orchestrano le esperienze mistiche, ma anche i processi cognitivi che avvengono in vari nodi e reti del cervello.





"Siamo in grado di capire anche quando una persona entra in modalità di estasi "", afferma James Giordano, neuroscienziato e professore di neurologia e biochimica presso il Georgetown University Medical Center di Washington. Tentando di localizzare e concettualizzare a livello cerebrale le esperienze mistiche, Giordano indica innanzitutto il tronco encefalico, una rete di neuroni che formano il nucleo centrale del nostro cervello, collegando il capo al resto del nostro corpo.

Il tronco encefalico è una massa di tessuto nervoso a forma di tubo che si è evoluta più di 500 milioni di anni fa e controlla le funzioni di base come respirazione, battito cardiaco, pressione sanguigna, linguaggio, deglutizione e movimento degli occhi. Al suo interno si trova il sistema di attivazione reticolare (RAS), una delle regioni cerebrali più importanti responsabile del comportamento umano.

"Queste trame del sistema reticolare del tronco encefalico si attivano inizialmente quando si manifestano esperienze mistiche per produrre una sensazione di eccitazione accresciuta". Dopo la fase di maggiore eccitazione, entra in gioco la porzione più piccola del cervello, chiamata mesencefalo. Il mesencefalo è vitale per la funzionalità motoria e svolge un ruolo importante nel ricevere e integrare input visivi e uditivi. Nel caso di esperienze mistiche, è stato scoperto che le reti del mesencefalo rilasciano peptidi oppioidi - una serie di molecole di aminoacidi che si legano ai recettori degli oppioidi nel cervello e il cui effetto ricorda quello degli oppiacei - intensificando il piacere e la soddisfazione e sopprimendo il dolore.

"Allo stesso tempo, i percorsi dopaminergici del mesencefalo - circuiti chiave nel cervello- vengono attivati ​​per rilasciare dopamina nelle reti del cervello anteriore", afferma Giordano. In questa fase dell'esperienza mistica, è l'abbondanza di dopamina nel cervello che riempie la persona di profonda soddisfazione e di uno stato di intensa pace.


L'esperienza mistica raggiunge il picco quando il sistema limbico viene messo in moto. Il sistema limbico è l'insieme più antico di strutture cerebrali che mediano le nostre emozioni e memorie, situato sopra il tronco cerebrale e all'interno della corteccia cerebrale. Nel sistema limbico, le reti integrali dell'amigdala aumentano l'intensità emotiva dell'esperienza, mentre le reti dell' ippocampo conferiscono una sensazione di ultra-dimensionalità a ciò che abbiamo appena vissuto.


Da questo mosaico di aree cerebrali che si uniscono nascono quei momenti ambrosiali durante i quali nuotiamo in un oceano in cui solo un bambino impavido può immergersi, un'onda che scuote il nostro mondo interiore in un solo momento, come diceva Newberg.


Sebbene le neuroscienze possano spiegare sempre più con sicurezza cosa succede all'interno del cervello quando registra esperienze "mistiche", il perchè e il come ancora sfugge e riveste il più grande mistero. Siamo esseri spirituali, vestiti di un corpo materiale, molto più potenti di ciò che crediamo di essere.

L’animo umano possiede una naturale ed innata spinta verso l'integrità che si manifesta nell’impulso nel rivolgersi verso la trascendenza, dove ad ogni passo ci è data la possibilità di traslare l'esperienza cosciente della vita in un'esperienza spirituale, nel senso della realizzazione del divino nell'umano, un viaggio di trasformazione nell'interezza in cui portiamo l'invisibile nel visibile, spiritualizzando la materia e materializzando lo spirituale. A noi il compito di scoprire il varco d'accesso personale.



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