Alchimia dell' abbondanza

Se faremo quello che abbiamo sempre fatto,

otterremo quello che abbiamo sempre avuto.


Quante volte ci abbandoniamo a comode esternazioni del tipo, “non cambia nulla”, “va tutto storto”, “che sfortuna”? E quante volte spostiamo lo sguardo dall’interno utilizzando come alibi l’esterno?

Forse perché non ci siamo mai chiesti veramente se siamo individui di “abbastanza” o di “abbondanza”.


I primi sono quelli che, non di rado, pensano “a tutti va bene tranne che a me”, mantenendosi sempre sull’orlo di un equilibrio instabile. Basta un lutto, una malattia importante, una separazione, un tracollo economico, e a volte anche delle banali avversità, per mostrare tutte le loro debolezze, dimenticandosi di se stessi e dei propri sogni per accontentarsi di ciò che gli impone la vita, con rassegnazione e vittimismo.

I secondi invece, non si accontentano. Sono alla ricerca costante del proprio sé, comprendendo che, seppure la vita accade nel suo perenne fluire, c’è sempre un tempo per lasciar decantare la sofferenza, per evolvere, anelando alla fiducia e alla certezza di realizzare concretamente i propri desideri. Essi si contrappongono con ardore all’atteggiamento impaurito e difensivo degli “abbastanza”, cercando sempre il meglio, progettando, ideando e lanciando nuove sfide oltre tutto e tutti per sovvertire ciò che avvertono come negativo in opportunità di cambiamento e crescita. Non si frappongono alla stasi lottando, ma andando oltre, utilizzando il loro massimo potenziale per influenzare positivamente la propria esperienza, essendo disposti a plasmarsi repentinamente a ogni situazione, senza lamentarsi, abbattersi o costringere gli altri a cambiare con loro. Hanno però la certezza che la loro energia influenzerà tutto ciò che li circonda.


Gli “abbondanza” sono in continua uscita dalla zona di confort, laddove invece gli “abbastanza” si fermano nel subire un lento e inesorabile detrimento che li porta alla totale insoddisfazione, che a sua volta amplifica i timori e le ansie, chiudendoli in una gabbia sempre più incolore e inodore.





Ognuno di noi può essere un individuo di abbondanza. Può scegliere a ogni attimo di esserlo, comprendendo come non sia una questione di ricchezza a fare la differenza, ma di felicità, soddisfazione e di gioia.


E il cammino verso la gioia e l’abbondanza è un’esperienza che si rinnova quotidianamente, che necessita di impegno costante nel procedere verso quella lunga via che conduce all’anima.



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